Klaus si oppone al Trattato di Lisbona
Ottobre 2009 - Dopo il sì dell’Irlanda in quest’ultima settimana tutta l’Unione Europea ha volto lo sguardo verso la Repubblica Ceca e il suo euroscettico presidente Vaclav Klaus. Con la sua firma al Trattato di Lisbona infatti, l’Europa potrà essere orgogliosa di aver fatto un passo in avanti nel rafforzamento delle sue istituzioni. Articolo di Mattia Mantellato

Il Presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus (photo: thebsreport.files.wordpress.com)
Il Trattato di Lisbona resta un tassello fondamentale per una maggiore integrazione dell’Unione Europea. La ratifica del testo da parte di tutti i paesi membri dell’Unione porterà infatti a grandi cambiamenti. Prima di tutto verrà istituita la figura di un presidente dell’EU, il Parlamento europeo avrà più poteri, un nuovo sistema di voto renderà più semplice il raggiungimento di una maggioranza e sarà creato un ministero degli Esteri.
Un nuovo ordine quindi e una nuova visione dell’Europa più integrata. La strada per la ratifica del trattato è stata lunga, soprattutto perché molti paesi ne erano contrari, ma ecco che ora finalmente s’intravede per esso uno spiraglio di luce se solo non fosse per una firma, quella del presidente Ceco.
Klaus vi si oppone per diversi fattori sebbene nelle ultime settimane si sia detto propenso a firmare a condizione che si esoneri la Repubblica Ceca dall’osservanza della Carta dei Diritti allegata al testo. Secondo il presidente infatti, tale Carta potrebbe essere usata a svantaggio della Repubblica Ceca da quei tedeschi che furono cacciati dal suo territorio alla fine della Seconda guerra mondiale.
Un pretesto per molti affinché tutti i riflettori siano puntati su di lui.
E a svantaggio del attuale presidente si è pronunciato anche l’ex presidente Václav Havel dichiarando che “Klaus si sta comportando in maniera irresponsabile e che in questo modo danneggia l’immagine del paese”.


