L’Entropa di David Černý è arrivata a Praga!
03.06.2009 - L’opera che ha destato allo stesso tempo scalpore e apprezzamento in tutta Europa arriva finalmente nella capitale ceca, patria dell’ideatore che a modo suo ha lasciato un segno. Esposta nel nuovissimo centro d’arte contemporanea DOX in Holesovice, Entropa sarà visibile fino al 4 gennaio 2010. Da non perdere. Mattia Mantellato

Passanti intenti a decifrare Entropa
(photo: google images)
David Černý può e potrà essere celebrato come uno degli artisti cechi più popolari in questo millennio grazie alla sua controversa “Entropa”. Cinico, Černý tenta di scavalcare l’immaginario collettivo per offrire al pubblico (abituato alle sue opere a Praga) una nuova visione dell’arte contemporanea. Un provocativo crescente che disturba, fa riflettere e muove gli animi. Un inno insomma alla libertà individuale ed espressiva. Un nuovo gioco d’assalto che coinvolge il pubblico nel personale e nell’identità nazionale, nel caso di Entropa, e stravolge la concezione stessa dell’arte fine a se stessa. Arte che diventa sinonimo di comunicazione, comunicazione provocativa ed intrigante.
Ma soffermiamoci un istante sull’incredibile che ha attraversato quest’opera. Per celebrare la presidenza dell’Unione europea il governo ceco aveva commissionato a Černý un’opera emblematica, una sorta d’inno all’Europa e ai suoi paesi. L’artista era stato favorito nell’incarico anche per il fatto che il suo progetto prevedeva la collaborazione di 26 artisti provenienti dai differenti paesi membri. Nessuno tuttavia si sarebbe aspettato che Černý creasse un’opera controversa e polemica e che in realtà si avvalesse dell’aiuto di soli due collaboratori.
Entropa, infatti, rappresenta alcuni dei cliché tipici delle nazioni europee con l’eccezione di alcuni paesi rappresentati, a mio avviso, in modo ancora più eccentrico.L’opera, esposta per la prima volta a Bruxelles il 15 gennaio 2009, ha suscitato molto scalpore e indignazione da parte di alcuni paesi, in primis Bulgaria e Slovacchia. Entropa è un plastico, una sorta di puzzle gigantesco nel quale si stagliano sullo sfondo le forme dei diversi paesi europei. Sebbene tutti i paesi siano collegati da spessi tubi blu, ognuno di loro occupa una certa autonomia nello spazio, una sorta di “distanza”, simbolo di diversificazione ma anche di mancata integrazione ed unità. Il provocatorio, tuttavia, è da ricercare nello spazio interno alle sagome dei paesi.
In ognuno di loro, infatti, Černý ha rappresentato, a suo dire “in modo ironico”, il carattere e gli stereotipi tipici dei paesi stessi. Vediamoli insieme:Austria: nemica dell’energia nucleare, è rappresentata da un campo verde dominato da quattro centrali nucleari. Del vapore esce ad intervalli dalle bocche di quest’ultime.Belgio: è una scatola di cioccolatini.Bulgaria: è rappresentata da “gabinetti alla turca” uniti tra loro attraverso dei tubi. Qui Cerny ha voluto fare riferimento all’alta percentuale di popolazione turca presente nel paese scatenando l’ira del governo bulgaro (durante l’esposizione a Bruxelles il paese è stato coperto da un telo).Cipro: l’isola è stata “tagliata in due” per ovvie ragioni.Repubblica Ceca: è uno schermo sul quale appaiono frasi antieuropeiste del Presidente ceco Vaclav Klaus.Danimarca: è fatta di lego.Estonia: falce e martello in “versione moderna” per il paese che ha bandito i due simboli comunisti.Finlandia: un uomo con un fucile è disteso sul pavimento in legno (con riferimento alle famose saune finlandesi). A fargli compagnia un elefante, un coccodrillo e un ippopotamo.Francia: è coperta da uno striscione che annuncia una “Grève!”, uno sciopero, in francese.Germania: un’autostrada intrecciata, che per forma assomiglia ad una svastica, è percorsa da macchinine.Grecia: è una foresta interamente bruciata. Simbolo dei devastanti incendi del 2007 ma anche dei disordini civico – politici del 2008.Ungheria: riporta un grande atomo costituito da prodotti tipici della nazione, angurie e salcicce ungheresi. Il tutto su un suolo ricoperto da peperoni.Irlanda: è una strana cornamusa che suona ogni cinque minuti.Italia: è un campo da calcio in cui giocatori in miniatura si muovono tendendo un pallone all’altezza dei genitali.Lettonia: il paese si presenta come una grande montagna sebbene in realtà sia piatto.Lituania: quattro Manneken-Pis (statua simbolo di libertà a Bruxelles) pisciano sulla Russia.Lussemburgo: è un lingotto che riporta un cartello “vendesi”.Malta: è una piccola isola con un elefantino al suo interno visibile grazie all’ausilio di una lente d’ingrandimento.Olanda: il paese è sommerso dall’acqua. Restano solo degli alti minareti.Polonia: è rappresentata da quattro monaci che issano la bandiera dei diritti gay.Portogallo: è un tagliere in legno con sopra tre grosse bistecche che simboleggiano tre ex-colonie appartenenti ad esso: Brasile, Angola e Mozambico.Romania: è un parco dei divertimenti con Dracula che emette dei suoni.Slovacchia: il paese è una salciccia ungherese e i cordoni che la tengono salda, infatti, riportano i colori della bandiera ungherese.Slovenia: è una roccia nella quale è incisa una frase: I primi turisti arrivarono qui nel 1213.Spagna: è un cantiere in costruzione.Svezia: un’ala di un jet da guerra svedese è racchiusa in un grande scatolone “Ikea”.L’Inghilterra euroscettica non è presente nell’opera. Un grande spazio vuoto in alto a sinistra sta a simboleggiare l’esclusione dell’isola. DOX, centro d’arte contemporanea in Poupětova 1, Praga 7 nel quartiere di Holešovice.
Per maggiori informazioni visitate la pagina web del centro: http://www.doxprague.org/cs/ Mattia Mantellato


